Il Corriere è il mio giornale

Siamo moderati, il che non vuol dire che battiamo le mani a tutto ciò che fa il Governo. Signori radicali, venite tra noi, entrate ne’ nostri crocchi, ascoltate le nostre conversazioni. Che udite? Assai più censure che lodi. Non c’è occhi più acuti degli occhi degli amici nostri nel discernere i difetti della nostra macchina politica ed amministrativa; non c’è lingue [sic] più aspre, quando ci si mettono, nel deplorarli. […] Gli è che il partito moderato non è un partito immobile, non è un partito di sazi e dormienti. È un partito di movimento e di progresso.

Dall’editoriale del nº 1 del (glorioso) «Corriere della Sera». Dopo 134 anni, ditemi se ci sono parole più attuali e capaci di descrivere la mission dei moderati.

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Commenti

  • giuseppe di pietro  On 7 agosto 2010 at 01:11

    La crisi pdl rischia di mettere a repentaglio i progetti delle forze moderate che hanno bisogno del tempo necessario per maturare e organizzarsi in qualcosa che duri nel tempo,ritengo che le battaglie più belle da vincere sono quelle sul campo, con il riscontro dell’adesione popolare basato su di un progetto politico amministrativo, dove non si deve esultare solo perchè si ha la speranza di vincere ai calci di rigore. Muore anche l’illusione di una Nuova Destra, moderna ed europea, che in questo Paese, quella destra il cui precursore fu appunto Almirante non ha e non avrà mai la possibilità di esistere, ma il dato sconcertante dell’intera vicenda è che se si dovesse andare oggi ad elezioni come ha ben detto Casini, un po per paura un po per senso di responsabilità nazionale, vincerebbe nuovamente il Cavaliere magari non con la larga maggioranza del 2008 ma vincerebbe lo stesso, aprendo in Italia una situazione di crisi istituzionale con la conseguenza della ingovernabilità del paese a causa dell’eccessiva frammentazione politica. Credo che in quesrto delicato momento sarebbe più opportuno ipotizzare un governo resposanbiltà nazionale con l’ingresso delle componenti moderate, le uniche capaci di saper mettere d’accordo le conflittualità in atto nel nostro paese, del pari non si dovrebbero ascoltare le parole della santa inquisizione guidata da Di Pietro che ipotizzano elezioni anticipate, le quali servirebbero solo per disperdere i voti e verificare dove andrebbero convogliati i voti dei delusi del pdl.
    in due anni 2 la cronaca italiana ci ha offerto altri esempi del fallimento delle cd grandi ammucchiate vedi il caso del PD, e dove insieme al pdl si può coniare la locuzione di partiti mai nati, dove la logica dei numeri per effetto aggregativo non si sposerà mai con la logica del deve durare nel tempo, dove l’ideologia è compressa, a fronte dell’affermazione numerica,non dimenticando che xfiles berlusconi e stato quello che in 15 anni ha messo a dura prova l’apparatismo su cui la politica italiana si regge.

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