Adottiamo il Castellaccio

Sul mio profilo Facebook, stamattina ho lanciato la provocazione di “adottare” il Castellaccio di Lentini, votandolo come “luogo del Cuore” sul sito nazionale del FAI, Fondo Ambiente Italiano. La proposta ha raccolto numerose adesioni: di seguito, il comunicato stampa che ho scritto con Stefano Randazzo della Giovane Italia e Giuseppe Brancato, della Rete degli Studenti Medi.

Lentini – StudiCentro, Rete degli Studenti Medi e Giovane Italia insieme per il rilancio del Castellaccio di Lentini. Tre associazioni politico-studentesche diverse per estrazione politica, ma unite da un comune interesse: la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale della città di Lentini.  “Ad oggi il Castrum Vetus di Federico II – spiega il coordinatore provinciale di StudiCentro, Giuseppe Portonera – non viene valorizzato come si deve e noi lentinesi rischiamo di non poter godere appieno di uno dei nostri gioielli più belli. Siamo convinti che il rilancio della nostra città debba ripartire proprio dalla riscoperta e dalla rivalorizzazione di quanto abbiamo di bello e, purtroppo, dimenticato. Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha lanciato un’iniziativa che ci sembra importantissima: ‘I Luoghi del Cuore’. Noi chiediamo ai nostri concittadini di ‘adottare’ il Castellaccio, segnalandolo sul sito del FAI come ‘luogo del cuore’, all’indirizzo web http://www.iluoghidelcuore.it/castrum_vetus-castellaccio_di_federico_ii”. Spiega Stefano Randazzo, della Giovane Italia: “Lentini è da sempre alla mercé di scontri politici, che finora hanno portato solo al degrado la nostra città, con il risultato che ai giovani non interessa curare il proprio territorio e utilizzare le risorse che esso presenta. È bello vedere i giovani lavorare per il proprio paese, parlo di quei giovani attivi nella politica, di schieramenti diversi, che collaborano per un unico interesse, convinti più che mai che Lentini può ricominciare a sognare”. E Giuseppe Brancato, della Rete degli Studenti, ricorda che “Lentini ha delle bellezze e delle peculiarità sconosciute ai più: è necessario ripristinarle, come è stato fatto con il Castellaccio da poco riconsegnato alla città, ma ancora più importante è renderle vive e fruibili ai cittadini e ai turisti. In questo il FAI potrebbe esserci davvero di aiuto”. Le tre associazioni invitano quindi anche l’Amministrazione Comunale a supportare e veicolare nel miglior modo possibile questa iniziativa: “abbiamo tempo fino al 30 settembre – dicono – e contiamo di poter ottenere un buon risultato, grazie al sostegno di tutti i Lentinesi. Cominceremo con l’“adozione” Castellaccio, ma speriamo di poterla allargare a tutte le altre meraviglie nostrane, a cominciare dalla Chiesa Madre di Sant’Alfio”.

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Commenti

  • Giorgio  On 28 agosto 2010 at 16:07

    Il rapporto fra la memoria e la storia non è qualcosa di nuovo, ma è antico quanto le società storiche.
    La società lentinese in quanto civiltà dalle nobili ed antiche radici deve preoccuparsi obbligatoriamente della traccia che lascerà dopo di sé.. preservare il patrimonio storico-culturale è obbligo di tutti noi! ..non solo dei gruppi socio-politici, non solo dei singoli..ma di TUTTI noi! ..invito tutti, me compreso, a prendere con se codesta causa..e non solo virtualmente!
    Il passato ha dato a noi vita.. a noi ora sta continuare ad esistere!

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