Se in Sicilia tutto fa brodo. Anche il fotovoltaico.

Qualcuno di voi mi dirà: lo hai capito solo adesso? No, non l’ho capito solo adesso. So fin troppo bene che ogni grande appalto, ogni impresa legata a ingenti fondi, ogni possibile fonte di ricchezza, alla nostra peggiore politica isolana ha sempre fatto gola. Permettetemi, però, un sussulto di indignazione e vergogna per la storia del deputato regionale del Pd, Gaspare Vitrano (qui Live Sicilia ci racconta chi è), arrestato in flagranza di reato con una mazzetta in tasca: secondo gli investigatori si trattava della mazzetta pattuita per velocizzare una pratica relativa ad un impianto fotovoltaico a Roccamena. Ed è qui quello che mi fa infuriare: la Sicilia è una terra meravigliosa, baciata da un sole meraviglioso, e con tutte le risorse naturali che ci ritroviamo avremmo voglia di costruire una seria politica di indipendenza energetica. Ma poi arriva gente come Vitrano (ah, sia chiaro: fino a pronunciamento contraio dei giudici, lui è da riconoscere come “innocente”), che butta via anni di speranze e illusioni e li tritura nello smercio dei propri interessi privati. Affacciandosi dalla finestra di casa mia, per esempio, si vedono vallate intere piene di pannelli fotovoltaici, che – almeno io, gli altri non lo so – si speravano potessero rappresentare una delle chiavi d’accesso a un Futuro pulito. E invece no. Perché dalle indagini, si scopre che è coinvolto anche un un altro politico, eletto nel collegio di Siracusa, che avrebbe dovuto invece assicurare il suo intervento per dare via libera al cantiere di Francofonte. Proprio gli impianti che stanno a qualche chilometro da casa mia.

E senti un profondo senso di scoramento addosso, una rabbia cieca per una politica che non funziona e che fa sempre più schifo. E una voglia matta di mandare tutti a quel paese, per sempre.

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Commenti

  • John Rawls' Fan  On 12 marzo 2011 at 20:48

    Le mazzette ci sono dappertutto, anche per costruire una scuola o aprire un supermercato. E allora cosa dobbiamo fare, rinunciare a scuole e supermercati?
    Semmai il problema è accelerare i processi autorizzativi e semmai dovrebbero essere le comunità locali a selezionare i siti idonei e indire delle gare, in maniera che non scatti la corsa a chi arriva primo (e magari rivende l’autorizzazione ad altri a caro prezzo). In questo modo ci sarebbe meno gente che cerca scoricatoie, come si intuisce anche dal link http://www.livesicilia.it/2011/03/12/quegli-affari-sospetti-che-sporcanogli-impianti-fotovoltaici-in-sicilia/

    E comunque, perché i parchi fotovoltaici che vedi dalla tua finestra non dovrebbero rappresentare una delle chiavi d’accesso a un Futuro pulito? Se sono fatti bene, e producono molta energia, continueranno a farlo. Semmai si potrebbe confiscarli e farli gestire da un commissario. Ma cerchiamo di non buttare via il bambino con l’acqua sporca!

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