Category Archives: Sproloqui

Il “nuovo” governo

Mario Pepe, eminenza grigia del gruppone dei Responsabili, ha rilasciato un’intervista a Tommaso Labate, per il Riformista, anticipando i nomi del prossimo rimpasto di governo. E, credetemi, c’è da piangere: si passa, infatti, da un (mezzo) credibile paragone tra Berlusconi e Sarkozy, fino ad arrivare a un conseguente (incredibile, stavolta) paragone tra Pepe, che sarebbe il corrispondente italico di Jacques Attali, e il gruppo dei Responsabili che corrisponderebbero – suppongo io – alla Commissione Attali francese (Scillipoti come Monti, per intederci). E sentite cosa ci spiega riguardo i candidati in pectore ai posti di comando:

MASSIMO CALEARO (ex PD, ora Movimento di Responsabilità Nazionale)

Farà il viceministro dello Sviluppo economico con delega al commercio estero, nel posto che fu di Urso. Calearo, ex presidente di Federmeccanica, è stato eletto col Pd. Va dato atto a Veltroni di aver scelto molto bene questo candidato, eh? Ci tengo a riconoscere questo merito all’opposizione.

AURELIO MISITI (ex IDV, poi ex MPA)

Per un Sud che ha bisogno dello sviluppo infrastrutturale, di una Salerno-Reggio Calabria che necessita di percorsi alternativi, delle ferrovie del Meridione, Aurelio Misiti  è il nome giusto. Uno dei massimi esperti in materia di trasporti che questo paese può vantare.

SAVERIO ROMANO (ex Udc, ora PID)

Per lui è già pronta l’Agricoltura.

Per quanto riguarda le altre caselle di governo, Pepe spiega rapidamente che Giancarlo Galan, attualmente all’Agricoltura, passerà alla Cultura (“lui è già contento. Ha già delle idee per la cultura del Veneto”), liberando finalmente il povero Sandro Bondi (che “va via da martire, perché è stato accusato ingiustamente per il crollo di Pompei”) o alle Politiche Comunitarie (poltrona ambita, però, da Paolo Bonaiuti, stanco di fare il portavoce dei portavoce). E chi dirà a Tremonti – chiede Labate – di sborsare più soldi per la squadra di governo? La risposta di Pepe non lascia spazio a dubbi:

Glielo dice Berlusconi, sempre se non gliel’ha già detto. E poi, mica arriveremo ai 110 posti del governo Prodi. Una settantina, non di più. Più uomini di governo presidiano le commissioni, più aumenta la produttività di Parlamento ed esecutivo.

Beh, se questo è il “nuovo” governo, visto come ha lavorato il vecchio, non oso immaginare dove arriveremo.

Chi parla di bunga bunga lasci stare la formazione dei giovani

Non abbiamo mai usato argomenti di carattere morale a proposito di Berlusconi né intendiamo iniziare a farlo ora. Ma esistono limiti alle esternazioni “in libertà” che i cittadini possono sopportare. L’attacco di ieri del Presidente del Consiglio, presente il Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini, ai valori (sbagliati) che la scuola pubblica trasmetterebbe ai ragazzi è inaccettabile e ridicolo.

Proprio in tema di valori, i maestri e gli insegnanti che fanno un lavoro difficile e malpagato hanno veramente poco da imparare da Silvio Berlusconi. Lo spettacolo di un Capo di Governo che attacca sul terreno morale gli insegnanti della scuola pubblica è l’ennesima, imbarazzante novità che l’Italia offre al mondo.E il Presidente del Consiglio dovrebbe ricordarsi che il lavoro che gli italiani si attendono da lui è quello di far funzionare la scuola, che tra l’altro è il principale motore di una società più giusta e dinamica, e non quello di demolirne la legittimità.

Ribadire l’importanza del diritto di scelta tra scuola pubblica e scuola privata (che in Italia ha una funzione importantissima e deve essere tutelato anche per le famiglie meno abbienti) non ha nulla a che vedere con gli slogan contro gli insegnanti. Tanto più che con l’invito venuto dallo stesso palco ad unirsi alle sue sedute di bunga bunga, che qualunque cosa siano dubitiamo possano rappresentare un alto momento di formazione delle coscienze giovanili, il “duro monito” morale del Premier è apparso ancor più inappropriato.

[Italia Futura mette le cose in chiaro. In modo impeccabile]

Questo è il Minzolini Fan Club

Vi ricorderete sicuramente del nostro caro Minzolini Fan Club, che si è contraddistinto – qualche mese fa – per averci spiegato che è meglio avere un Premier “mafioso” che “incapace”. Oggi replica, tornando sulla polemica anti-Benigni:

Letto? I Fan di Minzolini sostengono che la notizia che segue sia stata ripresa da un giornale “non di parte”, visto che è registrato con il dominio Questaelasinistraitaliana.it: “se sospettano loro – spiegano – figuriamoci noi!”. E, infatti, ecco come si presenta la testata di questo famoso sito-non-di-parte:

Ma dico, io, va bene che siete Fan del Grande Augusto, ma seguire proprio in tutto e per tutto il suo esempio, mi pare davvero eccessivo!

Gare buttate

Così Italia Futura risponde al costituzionalista Calderoli.

[Che poi, il fatto che Calderoli chiedesse le dimissioni di Montezemolo perché “ci ha fatto vergognare” era davvero imperdibile. Insomma, come si dice dalla nostre parti, “u voi ca rici curnutu o sceccu”, il bue che da del cornuto all’asino.]

Stracquadanio ci insegna

“Se anche un deputato si fosse prostituito, non si dovrebbe dimettere perché andrebbe appurato se quella mossa sia stata veramente determinante per la sua carriera o meno”.

Giorgio Stracquadanio ci delizia con le sue perle. E ci lascia con un dubbio: cosa sarà mai stato ‘determinante’ per la sua carriera?

Feltri e Belpietro, zero fantasia

E basta con Feltri che se la prende addirittura con i Siciliani e con i PM di Caltanissetta, rei di indagare sulla strage di D’Amelio, perché, dice il direttore del Giornale, questa storia è “l’ennesimo tentativo di liquidare una maggioranza, legittimamente eletta, con mezzi da Repubblica delle Banane”.

E basta pure con Belpietro che un giorno sì e l’altro pure ci annuncia di aver fatto sognato un golpe (sempre quello!) contro Berlusconi, ordito da Consulta, Magistratura, Finiani, Udc e ci scrive su un titolo a caratteri cubitali, informandoci di essere terrorizzato da una prospettiva in cui il premier sia relegato all’opposizione e al governo ci vadano gli eterni oppositori.

Vi prego, basta con questa solfa del Golpe eterno. Non la sopporto proprio più. Ma dov’è finita la fantasia di Feltri e di Belpietro, dove?

In the name of Limone

Oggi, tanto per cominciare bene la mattinata, ho provato il “Generatore automatico di motivazioni per premi a futuri premier“, offertoci da Metilparaben. Vi consiglio di usarlo, perché è davvero divertentissimo e una risata, di questi tempi, potrà farci solo bene. Ciò che ho trovato interessantissimo, è però leggere i commenti che sono stati postati sotto, tutti a firma di un tale Ugo Limone. Che, con spregio della dignità e con il “coraggio” di chi offre il proprio petto a una morte sicura, scrive assurdità del tipo:

E non è tutto. A chi gli fa notare che:

risponde in modo semplicemente eccezionale:
Cosa posso aggiungere? Cosa posso dire io di fronte a un genio della natura umana che è pronto a giustificare un omicidio, dicendo che “la cultura era diversa”?

Questo no

Certo che questa, Vendola se la sarebbe benissimo potuta risparmiare. Insomma, va bene che Carlo Giuliani è morto ammazzato, come Falcone e Borsellino. Solo che loro lottavano per una causa universale, che abbraccia qualsiasi uomo, qualsiasi storia e qualsiasi cultura. E poi, loro, la morte l’hanno affrontata a viso aperto, rischiando ogni giorno la vita solo per fare il bene di tutti. Di tutti. Senza badare se fossero rossi, neri o bianchi; proletari, borghesi o capitalisti; democratici, moderati o anarchici. Lottavano per la libertà più autentica, quella che non conosce limiti e che non fa differenze. Quella che preferisce il dialogo all’urlo, l’incontro allo scontro, la stretta di mano allo sparo. Che è ben diverso da quello che fanno e che hanno fatto i no global.

Se lo dice Ghedini

Toh, chi si rivede! L’intramontabile Ghedini, dopo una lunga pausa, torna a farsi sentire, per metterci al corrente che “‘il nome ‘Cesare’ non si riferisce affatto al Presidente Berlusconi”. Ma questo cambia tutto allora! E chi si nasconderà mai, allora, dietro questo benedetto pseudonimo? Leggete Facci su Libero, avrete un sorpresone grande così.

[Ovviamente, io non ci credo. Ovviamente.]

Da morir dal ridere (o dal pianger, fate voi)

Se avete voglia di sganasciarvi dal ridere, non vi perdete l’intervista di Luca Telese al Ministro Rotondi di oggi sul Fatto Quotidiano. Scoprirete che il nuovo Aldo Moro, “colto, intellettuale, appassionato dalla politica come ad un saggio politologo” è l’immancabile Sandro Bondi (sì, l’ex comunista costantemente amareggiato) e che Silvio Berlusconi è la reincarnazione di tre statisti (con la S maiuscola!) dello scorso secolo: “carismatico come Fanfani (e questo ci può stare), votato alla causa come Sturzo (si starà rivoltando nella tomba) e roccioso come De Gasperi (sì, va bene, come no)”. Ma chi gliele scrive le battute a Rotondi? Un giorno di questi mi farà morire se continua così!

[PS: la lettura è sconsigliata ai più piccoli, non vorrei che qualche bambino si facesse un’idea sbagliata sui pochi veri statisti che il nostro Paese ha avuto]

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