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2010 in review. Wow.

Ho ricevuto, per mail, il resoconto finale della salute di questo blog per il primo anno di vita. Il risultato di blog health è questo:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Wow.

[Grazie, di cuore, a tutti voi]

The start of a new beginning

Il 2010 si accinge a passare oltre, a salutarci come si salutano vecchi amici che sanno di non potersi rincontrare mai più, ma che conserveranno per sempre una bella immagine l’uno dell’altro. Ricordo, quand’ero piccolino, di aver visto un bellissimo cartone animato, i cui protagonisti erano il vecchio e il nuovo millennio: un vecchio con una barba lunga chilometri e un neonato ancora in fasce. Adesso non ricordo con esattezza la trama del cartone, ma ricordo il lungo discorso di augurio che il vecchio barbuto fece al giovane erede: il primo, che era nato quando ancora non esisteva la rotazione triennale, quando un villaggio che contava 100 anime era una metropoli, quando i sudditi conoscevano il loro sovrano solo di nome, si apprestava a lasciare il testimone al secondo – che invece nasceva nell’epoca dei grandi trasporti, delle repubbliche democratiche (o presunte tali), agli albori di Internet – e gli augurava solo una cosa: buona fortuna. Che vi potrà sembrare un augurio banale, scontato, sciatto, e che invece è l’augurio più bello e sincero che si possa fare. Perché non è solo scaramanzia: è l’invito a costruirsi la propria “fortuna”, la propria “sorte” con le forze e le energie di cui disponiamo e di cui siamo gli unici padroni. Del resto, non dicevano i latini “homo faber ipsius fortunae?”.

Il rendiconto finale del 2010 non è solo quello di quest’anno, è anche quello della prima decade del primo secolo del 2° millennio: ho cominciato questi dieci anni che ero bambino, sono diventato un fanciullo (che bel termine, delicato ed evocativo: peccato non lo usi più nessuno), un adolescente, un ragazzo e ora vado per la maggiore età. Sono stati dieci anni di trasformazioni radicali ed evidenti: nel corpo, nello spirito, nella vita di tutti giorni. Anni che non dimenticherò mai, che ho trascorso in compagnia di tanti amici e circondato dall’affetto dei miei famigliari; anni felici, funestati però da alcuni grandissimi dolori; ogni giorno di ognuno di questi anni trascorsi è come un fotogramma, impresso su quella meravigliosa pellicola che è la nostra vita. I giorni si affastellano, senza nemmeno rendercene conto, ma verrà quel “giorno” in cui questi fotogrammi ci scorreranno davanti in successione e ci dipingeranno, per l’ultima volta, l’affresco della nostra Vita. Per questo, in questi dieci anni, mi sono sforzato – pur con i miei immensi limiti – di fare di ogni giorno, un giorno speciale, un fotogramma diverso. Puah e doppio puah alla noia e alla ripetitività: evviva la diversità e la particolarità, sempre e comunque!

Pensare ora, in questo giorno così speciale, a quello che si ha dietro, è bello. È qualcosa che andrebbe fatta più spesso, perché ci si accorge di tante cose, a torto – magari – considerate superate e inutili. Se dovessi cercare un minimo comun divisore ai 10 anni trascorsi, lo rintraccerei nella voglia matta di conquistare il Futuro, in osservanza a quello che amo sempre ripetere: avere il “coraggio di osare”. E proprio sulla scorta di questo motto (che vi saprà di comizio ma che vi assicurò che non lo è), accolgo il nuovo anno. Ricordatevi le cose belle stanno in quelle semplici: nel sorriso di un amico, nell’abbraccio di una persona cara e amata. Andiamo sempre avanti. Prendiamoci ciò che è nostro.

Bye-bye anni ’10,  welcome, 2011: the start of a new beginning.

I wish you a happy new year. And good luck!

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