Tag Archives: berlusconi

Sostiene Belpietro

Sintesi dell’editoriale fiume di Maurizio Belpietro – destinato a far discutere – su Libero di oggi. In quattro rapidi punti.

1. Caso Geronzi. “È una sconfitta per il Cavaliere? Sì ma è anche il segnale d`inizio delle ostilità, cioè di una manovra di accerchiamento che punta a conquistare il Corriere, Mediobanca e probabilmente Confindustria per poi cercare di dare scacco al re. Una partita che però è appena cominciata e non con un matto. Per cui vedremo le prossime mosse”.

2. Caso Libia. “La faccenda che fa più dubitare della capacità del premier di far fronte agli eventi è però la terza, ossia la questione degli immigrati. Ai più non è piaciuta la gestione dell`emergenza. La gita a Tunisi è stata giudicata un fallimento e anche il tentativo di forzar la mano ai francesi e di scaricare i clandestini di là dalla frontiera è parso debole e poco convincente. I dubbi sono giustificati e il governo si è fatto cogliere impreparato nonostante gli sbarchi fossero attesi”.

3. Questione Giustizia. “Quella a cui assistiamo è una guerra senza quartiere e purtroppo ogni tanto fa vittime collaterali oltre a far venire un po’ di noia, perché vorremmo finirla di passare il nostro tempo a discutere dei processi e delle accuse a Berlusconi. Purtroppo i primi a non sembrare annoiarsi mai sono i procuratori, per cui tocca andare avanti”.

4. Conclusione. “Ciò detto, ci pare d’aver spiegato che dubitare di Berlusconi è legittimo, anche perché talvolta lui contribuisce ad alimentare i dubbi compiendo errori e passi falsi come con le cene ad Arcore. Ma in fondo è ancora il meglio che passa il convento. O se volete, il meno peggio. Per cui, teniamocelo stretto. E se proprio non ce la fate a sentire l’ennesima barzelletta sconcia, turatevi le orecchie e pensate che oltre a non ridere la sinistra si incazzerà ancora di più”.

Mah. Chi li capisce, questi di Libero, è bravo.

Annunci

Chi parla di bunga bunga lasci stare la formazione dei giovani

Non abbiamo mai usato argomenti di carattere morale a proposito di Berlusconi né intendiamo iniziare a farlo ora. Ma esistono limiti alle esternazioni “in libertà” che i cittadini possono sopportare. L’attacco di ieri del Presidente del Consiglio, presente il Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini, ai valori (sbagliati) che la scuola pubblica trasmetterebbe ai ragazzi è inaccettabile e ridicolo.

Proprio in tema di valori, i maestri e gli insegnanti che fanno un lavoro difficile e malpagato hanno veramente poco da imparare da Silvio Berlusconi. Lo spettacolo di un Capo di Governo che attacca sul terreno morale gli insegnanti della scuola pubblica è l’ennesima, imbarazzante novità che l’Italia offre al mondo.E il Presidente del Consiglio dovrebbe ricordarsi che il lavoro che gli italiani si attendono da lui è quello di far funzionare la scuola, che tra l’altro è il principale motore di una società più giusta e dinamica, e non quello di demolirne la legittimità.

Ribadire l’importanza del diritto di scelta tra scuola pubblica e scuola privata (che in Italia ha una funzione importantissima e deve essere tutelato anche per le famiglie meno abbienti) non ha nulla a che vedere con gli slogan contro gli insegnanti. Tanto più che con l’invito venuto dallo stesso palco ad unirsi alle sue sedute di bunga bunga, che qualunque cosa siano dubitiamo possano rappresentare un alto momento di formazione delle coscienze giovanili, il “duro monito” morale del Premier è apparso ancor più inappropriato.

[Italia Futura mette le cose in chiaro. In modo impeccabile]

Se non ora, quando?

Abbiamo la classe di governo più vecchia d’Europa e al mondo ci superano solo Arabia Saudita, Cuba, India ed Egitto. Urge rottamazione immediata. Se non ora, quando?

[Via Cerazade]

Ce la possiamo fare/2

Un imperdibile Ilvo Diamanti, su La Repubblica di oggi, conferma il buon sondaggio IPSOS di qualche giorno fa: l’Udc in costante crescita, il Nuovo Polo passato dal 17% di dicembre al 20 di oggi; nello stesso arco di tempo, la fiducia in Casini è aumentata di 4,8 punti percentuali, collocando il nostro leader al 4° posto della graduatoria nazionale, mentre quella in Fini ha conosciuto una nuova impennata positiva (+6,2%). Avanti così!

[Mi sa che mi sto mutando il mio parere complessivo su sondaggi e sondaggisti, comunque]

Ce la possiamo fare

Premesso che:

1. non credo ai sondaggi;

2. una Santa Alleanza contro qualcuno mi convince poco;

3. vedere Fini, Casini, Bersani e Vendola insieme nella stessa coalizione mi convince ancor meno;

premessolo e ripetutolo, questo sondaggio Ipsos mi galvanizza moltissimo. Se Pierferdinando Casini dovesse guidare il fantomatico CLN antiberlusconiano, infatti, vincerebbe 45 a 32. E se invece dovesse scegliere di correre da solo, come candidato premier del Polo per l’Italia, attirerebbe a sé il 19 per cento dell’elettorato italiano. Stiamo ancora a cercare il Papa Straniero?

Bungen-bungen

Sicuramente, il momento più simpatico (o tragico, forse) della giornata di oggi ce lo ha regalato Rocco Buttiglione, profondo conoscitore ed estimatore della lingua tedesca, che ha aggiornato il coordinamento del Nuovo polo per l’Italia sulla nascita di un nuovo verbo nel vocabolario dei tedeschi: bungen.Indovinate a cosa mai potrà riferirsi. Ma è ovvio, al bunga bunga di berlusconiana memoria! Buttiglione, difatti, ha anche spiegato che “dopo aver passato la vita a cercare di rassicurare i miei amici tedeschi che in fondo gli italiani sono gente seria, adesso ho quasi paura a tornare in Germania per le battute che mi faranno sugli scandali sessuali di Berlusconi”. È straordinario, no? Il Bunga-bunga adesso può addirittura vantare una coniugazione propria; avrà un singolare e un plurale, una prima, seconda e terza persona: ich bunge, wir bungen, sie bungen; e chi più ne ha più ne metta. I tedeschi ci giocheranno su, lanciandosi delle frecciatine tra amici: hai fatto bunga bunga ieri sera?, si chiederanno reciprocamente con il sorriso sulle labbra.

Gli Stati vicini, l’Europa, il Mondo intero ridono di noi. Ridono fragorosamente, con un ironia sprezzante e crudele, mista a una diffusa incomprensione (“ma come faranno mai questi Italiani a sopportarlo?”, si staranno chiedendo) e – ne sono sicuro – anche a un moto di pietà e compassione (“poveri loro, non poteva capitargli di peggio”). Beati loro che se la ridono. Perché noi invece, del berlusconismo, paghiamo e pagheremo le conseguenze, ne piangiamo e piangeremo. Il fatto che il Bunga bunga sia diventato un verbo, è l’espressione più chiara ed evidente della palude in cui siamo precipitati: qui non si fanno e non si vogliono fare facili moralismi. Qui si parla sulla base di inoppugnabili dati di fatto: mentre nei nostri Talk show i politici di Destra e di Sinistra ripetono come grammofoni impazziti lo stesso, stanco e stantio copione, il nostro livello di credibilità estera è crollato, sprofondato.

Bungen e il Bunga bunga sono il peggio che potesse capitarci. Il compito del Nuovo Polo per l’Italia, già ben espresso da Urso e Casini nei loro discorsi di oggi, è chiaro: dobbiamo tornare a insegnare (sì, proprio insegnare) ai cittadini il rispetto dell’etica privata, fornendo dei sani modelli comportamentali. Per ribadire – a chiare lettere – che con quest’Italia di (serie) B. noi non abbiamo nulla a che fare. E che alBungen ci pensi chi non ha voglia e capacità di governare l’Italia.

[Ripubblicato sul sito di Casini]

Parola di esperto

Rocco Siffredi, dal suo canale di Youtube, analizza il caso del Ruby-gate e sentenzia: “Silvio è dipendente, lo capisco. Io posso aiutarlo”. Capito, B?

Perché Mons. Fisichella?

Qualche mese fa, al funerale di Vianello, mi pare, il Premier Silvio Berlusconi,divorziato e risposato, ha preso la comunione. Ora, a quanto ne sappiamo noi, questo sacramento è vietato a chi si trovi in “stato di peccato permanente”. Ebbene, la cosa fu chiesta a Mons. Rino Fisichella, che – sul Messaggero, rispose così:

«Facciamo subito un po’ di chiarezza. Il presidente Berlusconi essendosi separato dalla seconda moglie, la signora Veronica, con la quale era sposato civilmente, è tornato ad una situazione, diciamo così, ex ante. Il primo matrimonio era un matrimonio religioso. E’ il secondo matrimonio, da un punto di vista canonico, che creava problemi. E’ solo al fedele separato e risposato che è vietato comunicarsi, poiché sussiste uno stato di permanenza nel peccato. A meno che, ovviamente, il primo matrimonio non venga annullato dalla Sacra Rota. Ma se l’ostacolo viene rimosso, nulla osta».

Il giornalista, evidentemente un po’ sorpreso, prova a chiarire:

In pratica, con la separazione dalla signora Veronica, il presidente Berlusconi è nelle condizioni di accostarsi alla comunione dato che non vive più in uno stato di permanenza di peccato, ho capito bene?

La risposta di Fisichella è inequivocabile, chiara e diretta:

«Esattamente».

Ora, come avrete sentito, il Premier oggi ha rilasciato un messaggio televisivo in cui dice chiaramente che:

“Dopo la separazione da Veronica Lario ho una relazione STABILE con un’altra donna”.

Questo vuol dire, se 2+2 fa 4, che il Premier non è mai uscito dal suo stato di peccato, data la relazione stabile con un’altra donna. Si aspetta l’ennesima giustificazione di Mons. Fisichella sul perché il Premier, in evidente stato di peccato, può fare la comunione, mentre un qualsiasi divorziato, magari veramente credente, no.

No comment

No, dico. Ma un po’ di rispetto – giusto un po’ – per il Popolarismo vero, no?

Ah, ora si spiega tutto

Il Giornale tesse oggi l’elogio di Denis Verdini, spiegandoci che è solo grazie a lui, «hombre del partido» e “uomo simbolo del Pdl”, se il Governo è ancora in piedi:

Se lo sono mangiato. Nonostante la stazza sia quella dell’omone, Denis Verdini da mesi arrostisce al fuoco delle critiche di chi opposizione e compagni di partito. L’hanno spolpato per la questione del Credito Fiorentino, l’hanno rosolato dopo il «ce ne freghiamo» rivolto alle prerogative del capo dello Stato, l’hanno cotto a puntino dopo la scissione dei finiani addossandogli la responsabilità del fallimento del Pdl. Sembrava bollito. Bollito con salsa Verdini. Invece il monumentale coordinatore del Pdl ha avuto la sua rivincita, scappando dal pentolone proprio quando tutti erano pronti ad addentarlo. Lui, uomo-macchina del partito, manovratore delle strategie, maestro di rapporti ed equilibri, ha intessuto trattative per giorni. Telefonate, mediazioni, un fine lavoro di diplomazia politica per ottenere questa fiducia che somiglia tanto a un capolavoro. È lui il protagonista, «hombre del partido» in tutti i sensi: migliore in campo nella partita della fiducia e uomo simbolo del Pdl.

Ora capisco come diavolo hanno fatto due dipietristi, due piddini e tre fianiani a votare la fiducia. Vuoi mettere?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: