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Artoni for president

ItaliaOggi svela che la “speaker” donna, quarantenne, punto di sintesi tra le varie componenti del Polo per l’Italia, immaginata da Italo Bocchino, è Anna Maria Artoni, presidente di Confindustria Emilia Romagna. Se davvero fosse così, sarebbe una gran cosa; anzi, sarebbe proprio la scelta migliore, visto che romperebbe quell’esasperato giochino degli scarti della Prima Repubblica. Si parla già di una squadra – e che squadra – in campo: la Artoni “avrebbe già messo dei paletti: compagni di viaggio non inquisiti, in maggioranza giovani e donne. Le prime sul trampolino di lancio sono Irene Tinagli, economista della fondazione di Montezemolo, Luisa Todini, ex-parlamentare europeo di Forza Italia, Silvia Noè, imprenditrice dell’abbigliamento e consigliere regionale dell’Udc”. Anche se per ora lei si schermisce, sentite cosa ne pensa su temi caldi come Ruby-gate e priorità di governo: “Più degli scandali sono importanti i fatti che creano credibilità e gli industriali lo stanno facendo nonostante la «distrazione» del governo, tra le priorità metto lo spostamento della pressione fiscale dalle imprese e dai lavoratori alle rendite; il tema della capitalizzazione delle imprese. Occorre perseguire una serie di azioni finalizzate all’obiettivo di un regime fiscale in grado di favorire il processo di capitalizzazione, lo sviluppo del venture capital e del private equity, la costruzione di strumenti finanziari specifici e idonei a sostenere la crescita finanziaria”.

E’ davvero perfetta. Artoni for president!

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Impressioni Milanesi

Live from Milan, vi racconto – prima dei quotidiani – il vero senso dell’atteso discorso di Albertini all’Assemblea dell’Udc (e ovviamente, cosa dobbiamo aspettarci dal Terzo Polo in salsa meneghina). Trovate tutto qui.

L’Area di Modernità

In principio fu Caliendo e l’area di responsabilità: per la prima volta pezzi di maggioranza e pezzi di opposizione decidevano di votare in modo comune su un tema spinoso. Era una situazione di emergenza, inutile negarlo. Ora, però, l’alleanza tra Udc, Api e Fli ha preso forma e guarda al futuro, parlando di Wi-Fi, legge elettorale, Sud, abolizione delle province, liberalizzazioni, federalismo solidale. Non so voi, ma a me sembra che qui la nostra area non sia solo di “responsabilità”. Ma di “Modernità”.

Montezemolo’s big surprise

Nella parabola del terzo polo in salsa nostrana c’è di tutto. E da un po’ è tutto un pullulare di incontri, contatti, convegni di fondazioni. Come Italia Futura, il think tank di Luca Cordero di Montezemolo, tenuta a battesimo a ottobre dell’anno scorso alla presenza di Gianfranco Fini, all’epoca già carico dei primi accenni di offensiva nel Pdl. Fu un gran parlare di terzo polo, quel giorno, nei corridoi di Palazzo Colonna. Ma a dispetto delle chiacchiere, Montezemolo «non è sceso in politica», fanno notare oggi da Italia Futura, «come non Io ha fatto dopo aver lasciato Confindustria, nel 2008, e la presidenza Fiat, pochi mesi fa». Spergiurano che «non è interessato», nonostante un sondaggio dell’Ipr Marketing lo metta insieme a Fini, Casini, Rutelli in un ipotetico terzo polo al 22 per cento dei consensi, in parte erosi al Pdl (che cala al 41 per cento), in parte rubati alle speranze del centrosinistra (fermo al 36). Voci maliziose lo danno per determinato a correre, ma a certe condizioni e a capitolo Silvio chiuso. Meglio guardare a cose concrete come il grande evento che annunciano con enfasi per ottobre: una iniziativa sull’occupazione giovanile . Sì, ma chi ci sarà? No comment, ma «ci sarà una big surprise!», promettono, guarda caso, in gergo british.

Per capire che succede (veramente) al Centro, leggetevi l’Espresso.

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